Storia

La storia della Pol. Torrese inizia molto prima del 1974, anno di prima iscrizione ad un campionato federale.

Già nei primi anni ’60 il calcio prende piede nei pochi giovani di un paesino che come si vuol dire “quattro case e un campanile” muniti di un unico pallone con apertura da un lato, chiuso da un laccio da dove si estraeva la camera d’aria da riparare dalle forature e con ai piedi improbali calzature pseudo calcistiche.

Si giocava negli spazi ricavati fra gli olivi, nella ghiaia davanti all’attuale scuola materna e in un fazzoletto di terra dove ora c’è il parchetto

Di quei giovani, poi emigrati, solo un paio possono raccogliere il testimone ed iniziare un nuovo percorso con l’arrivo di una nuova generazione, figlia del boom industriale, si iniziano ad avere i primi veri palloni e scarpe da calcio, si incomincia a intravedere il concetto di squadra, ci si reca nei dintorni “Notaresco, Bellante” con i pochi mezzi a disposizione, qualche vespa e tante biciclette, a confrontarsi con altre realtà.

La prima muta di maglie viene acquistata in un negozio di Giulianova, mai i suoi colori sono bianconero.

In tutti noi si fa strada la necessità di partecipare ad un vero campionato e ci attiviamo per poterlo rendere possibile, ma ben presto ci accorgiamo di avere delle grosse difficoltà.

Non si può non chiedere aiuto a persone più grandi di noi, raccolgono il nostro richiamo Pace Enzo e Marozzi Vincenzo che si attivano per raccogliere i soldi per l’iscrizione.

Pace Enzo, amico dell’allora massaggiatore del Giulianova, riesce ad avere una muta completa già usata, con colori giallorossi a strisce verticali, colori che saranno in seguito quelli sociali.

Per tutto questo c’è bisogno di un campo sportivo, a Villa Torre l’impianto fu costruito nei primi anni 80. Raccoglie il nostro appello il Dott. Di Giovannantonio, Presidente del Guardia Vomano, che ci mette a disposizione l’impianto per le partite casalinghe per due anni, continuando ad allenarci a Villa Torre in spazi angusti.

Con l’iscrizione al campionato parte una fantastica avventura, che ci avrebbe portato a diventare questa splendida realtà, il paese più piccolo d’Italia militante in un campionato di Eccellenza (stagione 2012/2013).

A proposito io sono Benito Rastelli, ero un dodicenne in quel gruppo di pionieri.

Non posso che ringraziare quanti “dirigenti-giocatori” che nel corso di quasi 50 anni, hanno affrontato questo meraviglioso percorso, in particolare a Maiorani Romolo, autore del nuovo corso, che ci ha portato ai livelli attuali, a Bartolacci Pierpaolo, fondatore della Scuola Calcio, potrei continuare, ma non voglio fare torto a nessuno, solamente grazie a tutti quelli che sono stati , quelli che sono, quelli che saranno.